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Itinerario 1 - Da San Petronio a porta San Mamolo
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Chi vuole conoscere Bologna "in pillole" può vedere anche solo Piazza Maggiore: attorno alla piazza ci sono i palazzi pubblici più significativi, la chiesa del patrono della città, il centro commerciale fin dal Medioevo: giustamente un panorama del cuore della città si può gustare dal centro della piazza spaziando su ognuno dei lati del grande quadrilatero. I più antichi palazzi comunali sono quelli sul lato settentrionale, il palazzo del Podestà con l'alto portico decorato che ospitava merciai, cappellai e nel Medioevo anche formaggiai, salumieri, fruttivendole e notai; sul retro il palazzo del Capitano del Popolo, con la loggia ariosa e il cortile con il pozzo, e il palazzo di Re Enzo, gabbia dorata quanto si vuole, ma di legno e mattoni, del re Enzo di Sardegna. In stretta connessione visiva e urbanistica con questo complesso di palazzi sta la statua di Nettuno, con la sua corte di sirene e putti, che campeggia nella piazza a cui ha dato il nome. Palazzo Comunale invece è un compendio di storia delle istituzioni cittadine fra Trecento e Settecento: ha ospitato tutte le cariche politiche, tutti gli uffici governativi, perfino le truppe a cavallo e le guardie svizzere del Cardinale Legato; e tutte ha ospitato in stanze, sale, gallerie che rispecchiano l'opera dei maggiori artisti che hanno lavorato a Bologna.

Ma a poca distanza dalla piazza si può vedere quanto resta del primo palazzo del Comune, la casa d'angolo fra via Pignattari e vicolo Colombina che nell'alto pilastro polilobato angolare denuncia una costruzione più solida della semplice casa a telaio che sorregge. La casa è oggi sovrastata dal fianco dell'imponente basilica di S. Petronio: chiesa civica, costruita dal Comune e dai cittadini di Bologna, fu iniziata nello scorcio del gotico e completata con le volte in pieno barocco. La sua facciata mostra il destino di incompiutezza di altri importanti edifici cittadini, ma l'interno suggestivo è un'enciclopedia dell'arte sacra bolognese, dalle croci altomedievali alle cappelle rinascimentali e barocche che racchiudono dipinti di Giovanni da Modena, Lorenzo Costa, Amico Aspertini, Parmigianino, Lorenzo Pasinelli e altri, dalle colonne dipinte al trionfo dell'altar maggiore.

Due nuclei di interesse sono vicini ai luoghi già descritti, uno è quello fra le vie D'Azeglio e Valdaposa, che comprende la casa torre dei Catalani, la casa Tortorelli e il vicino affresco con il Volto Santo di Lucca, e non distante la ex chiesa di S. Maria della Baroncella. Proseguendo lungo via D'Azeglio verso la porta S. Mamolo si incontrano due edifici tipici del Quattrocento bolognese, legati fra loro dal nome dei Bentivoglio signori di Bologna: palazzo Bevilacqua, il cui costruttore, Nicolò Sanuti, era uno dei più fedeli seguaci di Giovanni II, e il convento delle Clarisse del Corpus Domini, dove rimase per anni la santa Caterina de'Vigri, la consigliera spirituale della famiglia Bentivoglio. Poco oltre la chiesa di S. Procolo conserva il sepolcro marmoreo romano del santo martire, mentre di fronte campeggia l'alto portico incompleto dei Bastardini, il principale orfanotrofio della città.

Testo a cura di Paola Foschi

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A cura della Redazione Iperbole - Settore Comunicazione e Rapporti con i Cittadini - Comune di Bologna
Ultimo aggiornamento: 12 05 2006