Vai ai contenuti di questa sezione
Vai al motore di ricerca

versione solo testo home | iperbole mail


Conoscere Bologna - Rete Civica Iperbole


Vai alle altre sezioni di Iperbole:

cerca nel sito: 

Zona universitaria

dove mi trovo: iperbole -> conoscere bologna -> volo virtuale su bologna -> zona universitaria


via zamboni
Foto: Roberto Casti


Quartiere universitario
Le ampie zone inedificate e ortive che si estendevano nel quadrante nord orientale della città murata, contribuendo a delineare i caratteri di un paesaggio agrario all'interno della compagine urbana, avrebbero subito una radicale trasformazione d'uso a partire dai primi anni del XIX secolo. Nel 1803 venne infatti redatto un piano per i "locali studi", elaborato da Barnaba Oriani e da Giuseppe Bossi, allo scopo di adeguare lo Studium bolognese alle revisioni istituzionali imposte dal governo napoleonico. Questo piano ruotava attorno ad una idea di "concentrazione degli stabilimenti" che presupponeva la realizzazione di un vero e proprio quartiere specializzato nell'istruzione superiore da realizzarsi tra le vie di S. Donato (odierna via Zamboni), Borgo della Paglia (via Belle Arti) e il circuito murario del recinto urbano. Capisaldi dell'intervento furono il cinquecentesco palazzo Poggi (sede fin dal 1711 dell'Istituto delle Scienze) in Strada S. Donato, l'ex noviziato di S. Ignazio in Borgo della Paglia e il soppresso collegio Ferrero con la bentivolesca palazzina della Viola, al centro delle retrostanti zone ortive confinanti con le mura della terza cerchia della città. Il progetto complessivo di riordino architettonico e urbanistico dell'area venne dapprima affidato all'architetto veronese Paolo Pozzo e, successivamente alla sua scomparsa, a Giovan Battista Martinetti. Quest'ultimo elaborò nel 1804 l'idea di un percorso a patte d'oie che conduceva dall'Accademia di Belle Arti alla palazzina della Viola e alle serre della Botanica e dell'Agraria. Negli edifici dell'ex Collegio Ferrero doveva essere collocato l'"elaboratorio chimico", mentre il nuovo Teatro anatomico avrebbe dovuto essere costruito nel blocco seicentesco dell'ex noviziato gesuitico. L'aula magna della Università Nazionale avrebbe infine trovato posto nella soppressa chiesa di S. Ignazio, resa comunicante con l'Accademia Nazionale. Il complessivo intervento di ridefinizione dell'area universitaria, conseguente a un vero e proprio cambiamento nel centro di gravità urbano dello Studio, si completava con i ritocchi effettuati nel vicino palazzo Poggi e con la progettazione delle cliniche, da parte di Angelo Venturoli, nel malandato edificio dell'Ospedale Azzolini nei pressi della Porta S. Donato.

L'attuazione del piano prese il via subito dopo la visita compiuta dal Bonaparte a Bologna nel giugno del 1805. Attraverso la vendita di alcuni beni ecclesiastici e collegi venne garantito il finanziamento al progetto e avviati tempestivamente i lavori, condotti parallelamente alla sistemazione dei viali di circonvallazione e alla costruzione della Montagnola (ambedue su progetto dello stesso Martinetti). Di questi disegni per la nuova Università napoleonica furono realizzati, negli anni del regno d'Italia, il percorso a patte d'oie che conduceva all'orto botanico e a quello agrario, i locali per la nuova Accademia di Belle Arti e infine l'Aula Magna. Il Teatro anatomico e quello chimico trovarono più avanti nel tempo una diversa soluzione localizzativa nelle adiacenze di Palazzo Poggi. Su progetto di Giuseppe Nadi si riorganizzò infine il Museo delle Antichità presso Palazzo Poggi (1810). Le difficoltà economiche prodotte da un aumento vertiginoso delle spese correnti dovute alla militarizzazione crescente, produssero verso il 1810 un abbandono dei lavori, come molte cronache del tempo ci testimoniano, che durò nel tempo. Solamente in periodo post-unitario l'intero quartiere universitario sarebbe stato profondamente ridefinito con l'apertura della via Irnerio e ampliato sulla base delle indicazioni progettuali contenute nel piano di sviluppo urbanistico dell'area elaborato dal rettore Capellini (1888). (Francesco Ceccarelli) (R. Dondarini, C. De Angelis, Da una crisi all'altra (secoli XIV-XVII), vol. III dell'Atlante storico di Bologna, a cura di F. Bocchi, Bologna 1997)


Palazzo Malvezzi Campeggi
Foto: SIT - Comune di Bologna


Palazzo Malvezzi Campeggi

Palazzo senatorio. Eretto sull'area dove alla fine del Quattrocento sorgeva la casa nuova dei Bentivoglio, il palazzo senatorio dei Malvezzi Campeggi fu edificato probabilmente verso gli anni '50 da Andrea e Giacomo Marchesi da Formigine, il cui stile emerge dal vivace decorativismo e dalla geniale impaginazione della facciata a un unico piano. Ornano infatti il fronte in laterizio a vista la classica trabeazione con alto fregio riccamente arabescato a bassorilievo, posta al di sotto delle finestre con paraste ioniche, le cimase con ciuffi di fogliame legate a piccole aperture quadrate, e l'ampio fregio con motivi ornamentali a losanghe e cerchi, poste lungo il coronamento. Finissimi intagli a motivi geometrici ornano anche i sottarchi e i pennacchi del portico sorretto da colonne doriche in arenaria, su cui si affaccia un elegante portale con stipiti adorni di rilievi a candeliere e trofei guerreschi con cornucopie. All'interno dell'edificio si apre un arioso cortile dall'impaginato classico a doppio loggiato: colonne doriche sormontano infatti ogni braccio di portico, agili colonnine ioniche sorreggono la loggetta sovrastante, mentre, al secondo piano, paraste inquadrano piccole finestre con timpani, coronate da medaglioni racchiudenti ritratti di condottieri e imperatori romani. Fa da sfondo all'ingresso un nicchione contenente una grande statua di Ercole assegnata a Giuseppe Mazza. L'articolazione interna del palazzo fu trasformata nel 1730 ad opera di Giuseppe Ambrosi per accogliere al piano nobile il salone d'onore, denominato anche delle armi, per le tempere che, nella parte alta delle pareti, ritraggono episodi guerreschi della vita di vari esponenti della famiglia Malvezzi. Altre sale dell'edificio furono ammantate da preziose decorazioni eseguite da artisti locali. Acquistato da un istituto bancario, il palazzo fu restaurato fra gli anni '70 e gli anni '80 del Novecento, ed è oggi sede della Facoltà di Giurisprudenza. (Davide Righini) (R. Dondarini, C. De Angelis, Da una crisi all'altra (secoli XIV-XVII), vol. III dell'Atlante storico di Bologna, a cura di F. Bocchi, Bologna 1997)

Altre informazioni disponibili:

In collaborazione con:

in collaborazione con centro gina fasoli sit - comune di bologna


l'indirizzo di questa pagina è http://www.comune.bologna.it/conoscere/luoghi/universita.php

A cura della Redazione Iperbole - Settore Comunicazione e Rapporti con i Cittadini - Comune di Bologna
Ultimo aggiornamento: 06 02 2006