Monastero camaldolese di antichissima istituzione, posto dapprima a Stifonte
presso Ozzano. La comunità monastica si trasferì a Bologna nel
1245. Fu finanziata dal Comune nel 1259 con 60 lire quale contributo per la
costruzione della chiesa e con un'elemosina di 50 corbe di grano per il mantenimento
delle monache. Governato per secoli dai benedettini di Camaldoli, il monastero
passò nel 1627 sotto la giurisdizione dell'Ordinario. Dotato di una notevole
solidità economica, ma carente dal punto di vista disciplinare, nella
prima metà del secolo XVI fu sottoposto a riforma da parte di alcune
monache di San Maglorio di Faenza. Da quel momento l'istituto si arricchì
di nuove professe che raggiunsero il numero di 40 nel 1573. Alla metà
del Cinquecento, in considerazione anche dell'aumento della popolazione monastica,
il monastero iniziò lavori di ristrutturazione interna, abbellendo l'edificio
con vetrate di Murano. Nel 1557 furono costruiti i muri di confine del convento,
nel 1572 i parlatori e pochi anni dopo si avviò la costruzione della
chiesa, che venne ulteriormente ingrandita nel 1602 ed ultimata nella forma
che ancora oggi possiamo vedere. I dieci altari della chiesa esteriore, che
era anche parrocchiale, furono eretti e ornati a spese delle monache, tutte
appartenenti a famiglie nobili cittadine. Il monastero fu soppresso nel 1799
e i locali furono posti in vendita. (Gabriella Zarri) (F. Bocchi, Il Duecento,
vol. II dell'Atlante storico di Bologna, a cura di F. Bocchi, Bologna 1995)
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A cura della Redazione Iperbole
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Ultimo aggiornamento: 06 02 2006