5G: nasce il tavolo comunale permanente

5G nasce il tavolo comunale permanente

Il Comune di Bologna chiama a raccolta gli operatori telefonici, la comunità scientifica e quella accademica, i comitati dei cittadini, per condividere conoscenze sul 5G, il nuovo standard di comunicazione mobile in arrivo nei prossimi anni e destinato a cambiare il nostro modo di comunicare. L'innovazione tecnologica permetterà nuovi servizi e lo sviluppo dell'industria 4.0. Alla comunicazione tra le persone si affiancherà in maniera sempre più integrata la comunicazione tra gli oggetti e aumenterà in modo esponenziale la circolazione dei big data. Nasceranno nuove start up in parallelo all'affermarsi delle nuove strade digitali. Per contro, i cittadini sono preoccupati che questa trasformazione possa portare a un aumento dell'inquinamento elettromagnetico e un danno della salute dei cittadini.

In questo contesto il Comune di Bologna ha deciso di dare vita a un tavolo permanente con gli operatori telefonici, con la comunità scientifica e accademica, e con alcuni rappresentanti dei comitati dei cittadini, per mettere a disposizione della cittadinanza un patrimonio di conoscenza comune rispetto a questo tema.

Il tavolo sul 5G vuole prevenire da un lato la circolazione di informazioni non corrette che provocano nella cittadinanza un allarmismo non giustificato e, dall'altro, la minimizzazione dei possibili rischi connessi all'avvento della nuova tecnologia. 

"Questo tavolo risponde alla linea comune che la nostra Amministrazione sta portando avanti, cioè quella delle iniziative condivise in cui i cittadini sono coinvolti direttamente - spiega Giuliano Barigazzi, assessore alla Sanità - Speriamo che questo apra una riflessione anche a livello nazionale e porti quindi all’apertura di più tavoli sul tema, abbiamo bisogno di luoghi dove poter studiare e dove potersi informare”.

Aderenti al principio di precauzione, anche in assenza di dati scientifici certi sulla prova del danno, l'Amministrazione è convinta che sia necessario operare un equilibrato bilanciamento tra la libertà d'iniziativa economica e la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini, tra cui la salute e la tutela del paesaggio urbano. A tal proposito aiutano alcuni elementi della normativa, come i bassi valori ambientali di campo elettrico, che rappresentano un'applicazione del principio di precauzione, in uno scenario normativo nazionale che al contrario prevede procedure molto semplificate per l'autorizzazione degli impianti di telefonia, che non prevedono percorsi di concertazione.

“È importante sottolineare che a oggi non esiste nessuno studio scientifico che certifichi un nesso tra l'installazione di antenne 5G e l’insorgere di malattie e patologie legate alla salute - spiega Marco Lombardo, assessore alle Attività produttive - Allo stesso tempo sappiamo che in base al principio di precauzione il nostro compito come enti pubblici è quello di valutare con cautela tutti i dati che ci perverranno. Ed è per conciliare entrambi questi aspetti, quello della conoscenza e quello della precauzione, che questo tavolo è importante, soprattutto per evitare inutili allarmismi”.

Gli obiettivi principali del tavolo permanente sul 5G sono tre:

  1. costruire un patrimonio comune di conoscenza sul 5G, valutando insieme a esperti e soggetti indipendenti le nuove opportunità per le imprese e i cittadini
  2. creare e mettere a disposizione di tutti un patrimonio di conoscenze scientifiche sui rischi per la salute dei cittadini
  3. elaborare insieme agli operatori telefonici e alle altre parti del tavolo permanente un Piano di Azione Locale per delineare le possibili linee quadro d'intervento in questa materia, individuare luoghi idonei per nuovi impianti, accelerare le procedure amministrative per il rilascio delle autorizzazioni su siti pubblici o su siti privati che non presentano problematiche, evitando l'installazione di impianti in siti sensibili (asili, scuole, ospedali).

Finora si sono tenuti due incontri, uno tecnico a cui hanno partecipato i gestori della telefonia mobile, Consorzio Marconi, Lepida, Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio, Regione Emilia-Romagna. Un secondo incontro del tavolo si è tenuto con le parti sociali, al quale erano presenti Arpae, Ausl, Consorzio Marconi, Legambiente, Istituto Ramazzini, due rappresentanti dei comitati di cittadini.

 

La foto è di Gerd Altmann da Pixabay