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In esecuzione della Determinazione Dirigenziale P.G.N.
51402/ 06 in
data 22.03.2006 è stato sottoscritto il contratto tra Q:re
S.Stefano e la Cooperativa Sociale “Nuova Sanità” per
la realizzazione del Progetto “Quartiere Vivo”
Schema sintetico delle attivita'
| attività | descrizione |
|---|---|
| Osservazione/interviste | Presenza sul territorio degli operatori, attraverso contatti con i cittadini, i Comitati, gli esercenti, i frequentatori della Piazza nelle ore serali |
| Lavoro di rete | Istituzioni (Quartiere, Servizi Sociali, Consiglieri di Quartiere, PM, Forze dell’Ordine), attività commerciali, cittadini. |
| Coordinamento | Antenna, verifiche, validazioni delle fasi progettuali, supervisioni, incontri con il Presidente e Commissione Sicurezza. |
| Lavoro di rete | Istituzioni (Quartiere, Servizi Sociali, Consiglieri di Quartiere, PM, Forze dell’Ordine), attività commerciali, cittadini. |
Obiettivi generali
La zona del quartiere Santo Stefano presa in esame è oggetto di sofferenze da alcuni anni e si può dire con certezza che ci si trovi di fronte ad una “storicizzazione” del fenomeno. Tale valutazione non può non portarci però ad una comparazione con ciò che si verifica in altri luoghi della città, la quale ci segnala la frequente insofferenza della cittadinanza verso determinati comportamenti della popolazione giovanile.
Il Servizio di Mediazione di Comunità si candida quindi a svolgere, in sinergia con altri soggetti, l’intervento nei tempi reali degli accadimenti ma, soprattutto, a mettere a disposizione tutti quegli strumenti di progettazione ed azione territoriale che consentano al Quartiere – con le sue articolazioni istituzionali – una nuova presa in carico del territorio e dei suoi abitanti, sia residenziali, sia occasionali. A questo scopo è necessario muoversi seguendo alcune indicazioni metodologiche:
Piazza Santo Stefano deve tornare ad essere luogo e spazio per la relazione e lo scambio non conflittuale, riappropriandosi del significato originario del concetto di piazza, non trascurando che le caratteristiche che le sono proprie non rendono possibile la sua trasformazione in uno spazio di “servizio pubblico contemporaneo”, evitando un approccio superficiale al problema che porterebbe a soluzioni di tipo unicamente repressivo.
Obiettivi a medio/breve termine
Definiamo di seguito gli obiettivi di medio-breve periodo, che ragionevolmente possono essere considerati reali, accessibili e misurabili, e che consentono di verificare l’andamento del progetto, provandone l’efficacia e la coerenza:
Metodologia
E’ importante sottolineare che la scommessa di un intervento di comunità, così come lo stiamo definendo, è soprattutto affrontare una piazza e una modalità d’intervento che si ponga però ad una debita distanza dall’idea di offrire alla comunità una proposta compiuta, un progetto finito e preconfezionato ed immediato. E’ fondamentale, invece, offrire una serie di azioni da portare a termine ed altre da proseguire nel tempo, che necessitano e richiedono esplicitamente la partecipazione, e che soprattutto comunicano l’intenzione e l’urgenza di giungere alla sua completezza attraverso una pratica collettiva.
Strumenti operativi
La mediazione di comunità
Il lavoro di mediazione di comunità si
fonda sull’obiettivo principale di promuovere una comunità “competente”,
capace cioè di mettere in campo le proprie risorse e competenze
nella risoluzione delle situazioni di crisi. Si intende quindi come
mediazione un metodo di lavoro che si concretizza in un sistema integrato
di interventi. In tal senso il mediatore è il tecnico che conosce
il territorio e le sue problematiche, ed è un facilitatore del
dialogo e dello scambio proficuo che può avvenire tra i cittadini,
le istituzioni e i soggetti formali del territorio.
Piano delle attivita'
L’intervento dei mediatori di comunità sarà finalizzato al lavoro di rete, con gli attori formali e informali del territorio, alla facilitazione dei rapporti fra territorio e istituzioni. Affrontare questi elementi è premessa necessaria per arrivare ad una situazione che veda una possibile condivisione tra i residenti ed i ragazzi dell’uso di questo spazio, che come detto in precedenza deve ridiventare il luogo della relazione e non dello scontro. Altro scopo, non meno significativo, è quello di realizzare momenti di confronto con le istituzioni sulle possibili concessioni espresse dal territorio e attivare tutte le azioni sociali possibili per dissuadere l’uso improprio di questo spazio pubblico.
Risorse coinvolte
Per realizzare il piano delle attività predisposto indichiamo di seguito le competenze di cui intendiamo avvalerci: un’équipe di operatori composta da due mediatori di comunità e l’intervento del Settore Inclusione Sociale con competenze professionali sul disagio di strada e sulle dipendenze.
Per comunicazioni e segnalazioni è disponibile il seguente
indirizzo di posta elettronica:
quartierevivo@comune.bologna.it
In collaborazione con la Redazione Iperbole
- Settore Comunicazione - Comune di Bologna
Ultimo aggiornamento: 28 03 2007
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