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Il parco è uno dei più estesi della collina bolognese. Esso circoscrive la testata del torrente Ravone spingendosi a cavallo dello spartiacque che sovrasta il versante destro del fiume Reno. Comprende vaste zone a bosco, prati e coltivi. Nel ‘700 era un grande podere agricolo e ancora oggi mantiene molte delle sue caratteristiche strutturali di paesaggio agrario. I proprietari che si sono susseguiti hanno sempre mantenuto la destinazione agricola e selvicolturale del luogo con la coltivazione di bosco ceduo.
Con l’abbandono della collina seguito al secondo dopoguerra, i terreni furono acquistati dal Comune di Bologna e trasformati in parco pubblico. L’Amministrazione comunale ha iniziato l’acquisizione dei terreni a partire dal 1964, ma non ha trasformato sostanzialmente il paesaggio che mantiene le sue caratteristiche, anche se ha trasformato i seminativi in prati e eliminati i vigneti per realizzare boschetti.
Si
tratta di un parco con le connotazioni di parco-campagna: mantiene
cioè strutturalmente
l’orditura dei campi e i percorsi campestri (cavedagne).
L’ingresso avviene tramite un lungo viale di cipressi che conduce a Villa
Selvetta, un edificio risalente ai primi decenni del ‘900 che comprendeva
in un'unica struttura la casa di abitazione e il fienile. All’ingresso
del giardino circostante la casa, due vecchi frassini indicano l’entrata,
seguendo una vecchia tradizione già suggerita nel 1200 dallo scrittore
di cose agricole Pier Dè Crescenzi che consigliava di mettere due
alberi a segnalare l’ingresso della casa di campagna.
La vegetazione si struttura in vari ambienti di grande fascino specialmente durante la stagione primaverile. Vastissimi i prati, tra i quali quello occidentale è frequentatissimo da ragazzi che prendono il sole. I prati sono circondati da boschi misti e da arbusti. La vegetazione dei boschi è formata da cerro, frassino, carpino, peri selvatici. Una curiosità botanica: nel parco si trovano tre tipi di querce: il cerro, una quercia tipica di ambienti più elevati (circa m 600), ma che qui si è ben ambientata, la roverella, quercia tipica della collina e il leccio, una specie di quercia sempreverde tipica di ambienti mediterranei. Tra gli arbusti si notano l’erica, il ginepro, la rosa canina e il biancospino. Un suggestivo percorso nel bosco conduce a un laghetto.
orari e servizi:
il parco non è recintato. Al suo interno un bar e un centro
di equitazione.
come arrivarci:
al parco si accede da via Cavaioni, via San Mamolo, via dei Colli,
via di Casaglia.
In collaborazione con la Redazione Iperbole
- Settore Comunicazione - Comune di Bologna
Ultimo aggiornamento: 05 06 2008
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