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Il Parco di Villa Ghigi ha una superficie di quasi 28 ettari e si estende sui primi rilievi collinari immediatamente fuori Porta San Mamolo. Alterna aree coltivate ad aree naturali e offre la possibilità di tranquille passeggiate e splendidi panorami sulla città a poca distanza in linea d’aria dal centro.
Aperto al pubblico nel 1975 e gestito dalla Fondazione Villa Ghigi
dal 2004, per la sua varietà e buona naturalità rappresenta un campione rappresentativo
del paesaggio collinare bolognese del quale consente di cogliere, in uno spazio
relativamente limitato, aspetti molto diversi.
Al centro del parco sorge la villa, purtroppo abbandonata e in attesa
da decenni di un restauro e di una adeguata destinazione. Si tratta
di una tipica residenza signorile di collina di cui si hanno notizie
a partire dal ‘600, anche
se l’epoca di costruzione è probabilmente più antica.
Villa e parco (che include anche alcune case coloniche e un edificio denominato “Palazzino” che ospita la Fondazione), hanno una lunga storia: appartenuti successivamente alle famiglie Malvezzi, Cavalca e Dozza, nel 1874 furono acquistati dalla famiglia Ghigi che ne rimase proprietaria fino al 1972. Alessandro Ghigi (1875-1970), zoologo e naturalista di fama internazionale e rettore dell’Università di Bologna dal 1930 al 1943, vi abitò per tutta la vita. Alla fine degli anni Sessanta Ghigi donò una parte del parco al Comune di Bologna e alla sua morte gli eredi cedettero il resto della proprietà.
Il ricco patrimonio botanico del parco annovera notevoli esemplari arborei autoctoni e esotici (tra questi roverelle, carpini neri, un secolare cedro dell’Himalaya e uno stupendo esemplare di tasso), filari di vecchi alberi da frutto e un boschetto di faggi ben naturalizzati nonostante l’altitudine inusuale (nella nostra regione questo tipo di boschi cresce tra gli 800 e i 1700 metri).
Un elemento caratteristico del parco è rappresentato dalle lunghe cavedagne ( strade sterrate di accesso lungo le testate dei campi) fiancheggiate da alberi da frutto: si tratta in molti casi di antiche varietà oggi non più utilizzate che costituiscono un importante patrimonio storico e genetico: susini, kaki, ciliegi,meli, fichi, lazzeruoli, mandorli. A movimentare prati e aree coltivate contribuiscono alcuni vigneti disposti secondo l’andamento delle curve di livello.
Dal punto di vista naturalistico tutto il parco è di estremo interesse: durante la primavera fra le ricchissime fioriture più comuni, è possibile imbattersi in esemplari di tulipani dei boschi, narcisi e orchidee spontanee.
servizi:
Il parco non è recintato ed è percorribile soltanto
a piedi. Per i visitatori sono stati attrezzati alcuni luoghi di
sosta. La Fondazione Villa Ghigi fornisce mappe e materiale illustrativo
e propone periodicamente viste guidate legate ai cicli stagionali
della vegetazione.
come arrivarci:
Gli accessi al parco sono due: quello più usuale e comodo è situato
in via San Mamolo. Esiste un accesso più alto raggiungibile
da via di Gaibola, dotato di un ampio parcheggio.
per saperne di più:
www.fondazionevillaghigi.it
In collaborazione con la Redazione Iperbole
- Settore Comunicazione - Comune di Bologna
Ultimo aggiornamento: 05 06 2008
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